Il Messaggero, cronaca di Viterbo 7 Settembre 2004 - L'angolo del libro
Il Cammino di Compostela spiegato dai giovani viterbesi
di Carlo Maria Ponzi
Santiago di Compostela: insieme alla Francigena uno dei "cammini di Dio" per eccellenza, descritto per la prima volta dal vescovo di Le Puy che, nel 950, si recò in Galizia per pregare sulla tomba di San Giacomo (Santiago), su quel tumulo di terra dove oltre un secolo prima l'eremita-pastore Pelayo, attirato dalle stelle (da qui Compostela, campus stellae), trovò ossa che furono dichiarate appartenere all'apostolo. Da allora Santiago ha rappresentato una meta devozionale per fiumi di pellegrini, rivitalizzata, per così dire, dopo che il cammino è stato dichiarato nel 1987 primo itinerario culturale europeo. Su Santiago è ora disponibile una eccellente guida - Il cammino di Santiago a piedi (Edizione Sette Città, pp. 22, euro 19,90) edito sotto gli auspici della facoltà di Lingue dell'Università della Tuscia e dell'assessorato provinciale alla Cultura - pensata e scritta per i "camminanti", per coloro cioè che decideranno un giorno di battere interamente a piedi (o in bicicletta) i circa 900 chilometri di un percorso che consta di 32 macrotappe del versante francese (da Roncisvalle a Santiago), le 6 macrotappe della variante aragonese (da Somport e Puente la Reina e quindi il ricongiungimento col tracciato principale), nonché le tre macrotappe del tratto da Santiago a Finisterra, ovvero il mitico Finis Terrae, sulle sponde dell'Atlantico, «ultimo sorriso prima di affacciarsi all'infinito», come ebbe a dire il premio Nobel per la letteratura Camillo José Cela. Per ogni tappa, le schede esplicitano i chilometri percorsi e da percorrere, gli alloggi, i servizi disponibili, nonché notizie su storia, arte, folklore di ciascuna località toccata. Gli autori? Un gruppo di giovani viterbesi, accomunati dalla passione dei viaggi ma anche per essersi quasi tutti laureati in lingue alla "Tuscia": Virginio Corsi, Stefano Pifferi, Francesco Corsi, Chiara Mazzone, Manuela Proietti, Daniele Quatrini.
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