In un’atmosfera sospesa e malinconica, Marta attraversa le macerie di una chiesa profanata, specchio di un mondo che sembra sgretolarsi sotto il peso del tempo e dell’indifferenza. Il legame con la sorella Adriana, figura luminosa ma segnata da una fragilità profonda, diventa il perno attorno a cui ruotano ricordi d’infanzia e inquietudini presenti. Tra i silenzi di una casa abitata da vecchie sofferenti e le visioni di un passato che riemerge come un vecchio film in bianco e nero, Marta cerca faticosamente la propria strada accanto a Mark, mentre ombre mistiche e presagi di morte mettono alla prova ogni certezza. Un racconto denso di simbolismo, dove la ricerca di una “luce” interiore diventa l’unica bussola per non perdersi nel buio della solitudine e del distacco. Una riflessione profonda sulla precarietà degli affetti e sulla forza dell’anima.