Lontano dall’essere un fenomeno marginale o un riflesso dei modelli egemoni dell’Italia centro-settentrionale, il notariato nell'Italia meridionale e insulare si rivela un osservatorio privilegiato per comprendere l’intreccio tra diritto, scrittura e potere. Questo volume, nato dalle attività della Scuola di Paleografia e Storia (SPeS), esplora la documentazione notarile bassomedievale come un soggetto autonomo, plurimo e profondamente radicato nelle dinamiche locali.
Attraverso un approccio metodologico rinnovato, i saggi analizzano i meccanismi di autenticazione, le pratiche di registrazione e il pluralismo grafico-linguistico (dal volgare sardo ai curiali napoletani). Ne emerge il ritratto di un notariato protagonista della vita civile: non solo un corpo tecnico di mediatori, ma un ceto capace di elaborare visioni politiche e costruire la memoria storica del Regno. Un’opera corale che restituisce al documento la sua natura di oggetto vivo, essenziale per rileggere la complessità del Sud medievale.