Allumiere da allume, dunque. In un’epoca in cui fare il minatore era un po’ come essere una rockstar. Il Cammino dei minatori ripercorre quelle strade, quelle cave, quei sentieri, che collocarono Allumiere sul tetto del mondo. Un paesino minuscolo capace di ribaltare equilibri economici e diplomatici, scombussolando rodate regole commerciali. Ma non solo.
Perché il Cammino è anche un buon modo per parlare degli albori di una classe operaia giovane ed energica. Di un movimento femminista mai tramontato. Di una base NATO piantata sul pinzo alto di una collina. Di un museo che lega passato e presente. Della mentucciata servita a tavola. Della faggeta che porta il nome maschile di faggeto. Di un parco minerario del quale si sente veramente il bisogno. Il Cammino dei minatori è tutto questo e molto altro.
Un percorso stratificato, da scavare. Una rotta emozionale da scovare dentro e fuori se stessi. E perché no, anche sottoterra.