Abbinare ai brasiliani, e sia pure di origine italiana (ma designate apposta in portoghese “brasileiros”), un motto dialettale veneto desueto (de soca) ossia una sorta di blasone popolare in uso al giorno d’oggi tutt’al più in provincia di Verona costituisce un tentativo di richiamare l’attenzione di chi legge sui paradossi di una storia, quella delle “migranze” d’età contemporanea come preferirei chiamarle io e delle quali parlano un po’ tutti i capitoli di un’opera, come questa, deliberatamente riepilogativa e realizzata mentre imperversano, contro i nuovi venuti da noi, compresi i discendenti di coloro che erano andati via dall’Italia oltre un secolo fa, le pretese oscene e vannacciane della cosiddetta “remigrazione” (che ove mai fosse stata reclamata a carico dei “nostri” in giro per il mondo avrebbe avuto per l’Italia conseguenze disastrose e inimmaginabili).