Sin dal medioevo la Santa Sede si è preoccupata di come assistere chi emigrava dalla Penisola italiana.
Tale assillo è divenuto più acuto quando la spinta emigratoria dell’Italia appena unificata è sembrata aumentare nella seconda metà dell’Ottocento. In tale contesto monsignor Scalabrini, vescovo di Piacenza, ha fondato un istituto per la formazione e la gestione dei missionari fra gli emigranti.
In una prima fase l’istituto si è occupato solo di quelli nelle Americhe, mentre in seguito ha agito anche in Europa. Nel frattempo vari uffici e vari funzionari vaticani si sono interessati alla questione.
L’intero meccanismo è stato riformato nella seconda metà del Novecento e di nuovo nel nostro secolo portando a una ancora più stretta collaborazione dell’istituto scalabriniano e della Santa Sede.